Ultimo anno di scuola, per poter accedere alla maturità era necessario partecipare ad uno stage di un mese presso un albergo a quattro stelle. Racconto di proprietà di: Levitra.
A Dana però l’assegnazione ricevuta non era apparsa consona alla sua preparazione.
Una delle migliori allieve e, particolare non trascurabile, la più bella ragazza della scuola, alta, con due gambe perfette sormontate da un culetto da concorso il seno, della terza abbondante, alto e sodo coi capezzoli che guardano verso l’alto, un viso da bambolina con occhi celesti, capelli biondissimi ondulati lunghi fino a metà schiena, intelligente e consapevole della sua bellezza, avrebbe desiderato lo stage in un grande albergo del centro invece le era toccato questo nuovo Hotel, certamente a quattro stelle ma un po’ fuori mano, il prof. si era scusato con lei adducendo al fatto che, per non far torto a nessuno, le assegnazioni erano state fatte tramite estrazione dei nomi.
Comunque, anche se non del tutto convinta, accettò e il lunedì fissato si presentò puntualissima all’Hotel.
Venne ricevuta dal direttore il Sig. Fabio Castelli, un bell’uomo sulla quarantina alto, nonostante il suo 1.75 e i tacchi invero non molto alti, la superava abbondantemente di tutta la testa, le tempie brizzolate lo sguardo volitivo ed un fisico niente male, insomma un gran bel figo.
Le fece visitare l’Hotel per farla ambientare, e subito Dana notò una cosa piuttosto strana, eccetto il direttore, il cuoco e due portieri, due giganteschi senegalesi, il resto del personale era femminile.
Ma non era tanto questo ad averla sorpresa quanto il fatto che queste donne erano, in primis giovanissime, non più di 25 anni eccetto una la signorina Greta, e poi erano di una bellezza straordinaria.
Ognuna di esse non avrebbe affatto sfigurato in un concorso di bellezza, anzi probabilmente l’avrebbero pure vinto, o ad una sfilata di moda o sulla copertina di qualche rivista patinata.
Nonostante la castigata divisa dell’albergo, talleur grigio fumo di Londra coi bordi bordeaux, portavano tutte tacchi altissimi e non riuscivano certo a nascondere la propria bellezza ed il sex appeal.
Anche le cameriere ai piani e quelle del ristorante erano donne bellissime.
Dana, che si era truccata leggermente, consapevole della propria bellezza, per non volendo far sfigurare eventuali altre colleghe si sentì invece quasi a disagio e “brutta” al loro confronto.
Fu affidata a Greta, una bellissima mora di circa 30 anni, che iniziò col affidarle una serie infinita di lavori per cui alla fine del primo giorno era distrutta.
I giorni seguenti la fecero lavorare quasi come una schiava, fu costretta a pulire i bagni, a rifare le camere, spazzare per terra, servire ai tavoli e così via ma nulla che concernesse il lavoro di receptionist per il quale era stato richiesto lo stage.
Alla fine della settimana era così stanca che, per la prima volta in vita sua, decise di non uscire il sabato sera col suo ragazzo e di rimanere in casa a dormire.
Telefonò al suo professore lamentandosi del trattamento riservatole senza però avere soddisfazione.
L’iniziale euforia per il lavoro si era notevolmente affievolita.
Il lunedì successivo le cose non cambiarono finché verso le 11.00 fu chiamata a “rapporto” dal direttore.
Nel suo ufficio c’era anche Greta la donna a cui era stata affidata.
“Vieni…entra pure….avvicinati”
Dana rimase in piedi davanti alla scrivania del sig. Fabio.
“Mi hanno riferito che ti sei lamentata del lavoro” bastardo professore pensò Dana ha spifferato tutto, Fabio non le diede il tempo di replicare.
“Vedi Dana, anche se a scuola sei la prima della classe, anche in bellezza” disse “Qui sei meno di nulla, non sai nulla del lavoro e, in quanto a bellezza, come avrai notato le ragazze che lavorano per me non sono seconde a nessuna”
“E’ vero ma….” Cercò di replicare Dana
“Questa prima settimana ti abbiamo trattato ancora molto bene, ma le cose potrebbero anche andare peggio, il lavoro potrebbe anche aumentare trasformando il tuo stage in un inferno……..”
“Nooo….la prego….non ne posso più…e poi non imparo nulla!!”
“Un modo per risolvere la situazione ci sarebbe……….basta che tu lo voglia”
“Co…cosa dovrei fare?” disse Dana con un filo di voce.
“Intanto potresti spogliarti”
“Cosa? Ma è matto io…non…”
“Greta questa è la lista dei lavori che vanno fatti entro le 13.00….” disse Fabio mostrando ad entrambe un foglio con un elenco smisurato di lavori.
“Se non riuscirà….sarò costretto a chiamare la scuola…….sai il professor Marano è un mio carissimo amico………”
“Nooo……bastardo….non lo farò mai…..io….io…vi denuncio” scoppiò in un pianto dirotto.
“Come vuoi….a chi credi che crederanno? Ad uno stimato professionista o ad una studentella che vuole farsi pubblicità? Poi mi sembra che il capo della polizia sia un assiduo cliente del mio Hotel vero Greta?”
“Molto assiduo direi” rispose la donna con un sorrisetto sarcastico.
“Infatti……….allora che dici Dana?”
“La prego….la prego….” ripeté Dana sempre più confusa
Fabio rincarò la dose.
“Continuerai a fare dei lavori che con il tuo diploma non centrano nulla e il mio giudizio, sicuramente negativo, comprometterà la tua maturità……..dovrai ripetere l’anno……..penso proprio che i tuoi genitori non la prenderanno molto bene”.
“Poi dovrai rifare lo stage……….indovina dove?”
“La prego non lo faccia, non chiami la scuola….va bene…….va bene….farò tutto ciò che vorrà……..ma non mi rovini………non distrugga tutta la mia carriera scolastica…la mia famiglia….” gridò Dana mettendosi in ginocchio.
“Bene allora……..alzati e spogliati!!”
Dana si alzò e cominciò a slacciare i bottoni della giacca della divisa della scuola come un automa.
“No…così non va bene…..devi metterci più passione……..con lentezza con sensualità………come se ti spogliassi davanti ad un pubblico……….devi eccitarlo!!”
Ricominciò imitando un vero e proprio spogliarello seguendo una musica immaginaria, una volta l’aveva fatto proprio per il suo ragazzo ed aveva avuto un gran successo.
“Brava così è molto meglio!!”
Si tolse la giacca poi la gonna e la camicia, il suo abbigliamento non era propriamente adatto ad uno spogliarello, infatti indossava i collant color carne ed un completo intimo mutandine e reggiseno molto semplici ma Fabio non sembrò farci caso.
Con difficoltà tolse i collant poi indugiò con il reggiseno.
“Avanti…..dai…….tutto…..devi togliere tutto!!” le ordinò.
Tolse il reggiseno e le sue tette balzarono fuori in tutto il loro splendore, poi fu la volta delle mutandine che mostrarono la fighetta, appena coperta da una leggera peluria bionda segno inequivocabile della sua condizione di bionda naturale, che cercò di coprire con le mani.
“Su le mani….sopra la testa…..così………e adesso divarica un po’ le gambe”
Dana obbedì.
“Ti sei eccitata?” le chiese a bruciapelo Fabio.
“N…no…..no!!” rispose ma il suo corpo mostrava chiaramente il contrario, i seni erano gonfi ed i capezzoli erano eretti ed allungati.
“Greta!” disse Fabio
La donna senza attendere altro si avvicinò a Dana e le mise una mano tra le gambe.
Il contatto delle dita della donna sulla sua fighetta la fece rabbrividire.
“E’ fradicia!!” riferì Greta.
Già fradicia, nonostante stesse soggiacendo al più ignobile dei ricatti aveva la figa fradicia, sentiva gli umori che uscivano dalla vagina bagnandole l’interno delle cosce.
In vita sua non era mai stata così eccitata e Greta non smetteva di toccarle il clitoride e le labbra umide, ancora un poco e sarebbe esplosa in un orgasmo travolgente.
“Basta così Greta” ordinò Fabio e la donna si allontanò.
“E così non eri eccitata…….sei proprio una puttanella”
“No…io”
“Silenzio…….non ti ho detto che puoi parlare…..sei una troietta,,,,,,,,,fai tanto la santarellina e poi appena un uomo ti dice di spogliarti ti bagni come una porca”
“Ma……”
“Silenzio puttana……ora inginocchiati ma tieni le gambe larghe”
Dana obbedì mentre una lacrima le solcava il bel viso.
Fabio si alzò dalla sua poltrona avvicinandosi a Dana cominciando a spogliarsi, quando fu davanti a lei era completamente nudo e mostrava il suo cazzo già prepotentemente eretto, un grosso cazzo con sotto due coglioni notevoli, Dana non aveva mai visto un cazzo così grosso e lungo.
“Metti le mani dietro la testa ed intreccia le dita tra loro” fu il primo ordine“Ed ora apri bene la bocca e tira fuori la lingua” Dana obbedì senza fiatare.
Fabio le mise la mano sinistra sopra le sue mani intrecciate dietro la testa, in questo modo le avrebbe impedito di poterle usare per qualsiasi cosa, poi si prese il cazzo in mano e cominciò darle dei colpi con la cappella sulla lingua e sulle gote.
“Apri bene la bocca…..così….fuori la lingua….avanti”
Continuò a schiaffeggiarle lingua e gote per alcuni minuti durante i quali Dana sentiva di eccitarsi sempre di più.
Fin dalla prima volta che aveva preso un cazzo in bocca, l’afrore di maschio misto ad urina e liquido pre coitale aveva colpito il suo sensibile olfatto, ma non l’aveva infastidita ma eccitata a dismisura come fosse un potente afrodisiaco.
La stessa cosa le capitava ora, la sola vicinanza di quel maschio eccitato la mandava in estasi e più di una volta tentò, avvicinandosi, di prendergli in bocca la cappella, grossa come un’albicocca.
“Mmmmh la troietta è impaziente di assaggiare il mio cazzone!!”
“Vieni qui Greta”
La donna che nel frattempo si era spogliata mostrando un fisico eccezionale, un seno grosso e sodo con le areole larghe sostenuto da un reggiseno a balconcino di gran classe, la vita stretta ed il pancino piatto terminava nel monte di venere con il pelo scolpito in una V invitante da cui occhieggiava il clitoride già gonfio, mentre la curvatura della schiena finiva in un mandolino quasi perfetto, infine le gambe, inguainate in calze sorrette da un elegante reggicalze coordinato al reggiseno, erano slanciate e ben tornite ed ai piedi indossava un paio di decolletè nere col tacco di 12 cm. , si avvicinò inginocchiandosi a sua volta di fianco a Dana.
“Fai vedere a questa puttanella come si succhia un cazzo!!” disse Fabio mettendoglielo in bocca.
Greta senza scomporsi lo accolse ingoiandone subito una buona metà poi, senza usare le mani, cominciò a succhiare muovendosi su e giù su quel palo di carne fino a che l’intero cazzo scomparve nelle sue fauci ed il naso toccò la pancia di Fabio.
“Mmmmmh……Greta….sei la migliore……..siii….succhialo tutto….così…..siii”
“Impara puttanella…..impara come si succhia……..vediamo di cosa sei capace” disse estraendo la nerchia dalla bocca di Greta ed inserendola in profondità in quella di Dana.
Inizialmente ebbe quasi un conato di vomito poi si ricordò che doveva respirare col naso per non soffocare, l’aveva visto fare in un film porno del suo ragazzo nel quale una ragazza veniva scopata con violenza in bocca da un cazzo enorme.
La situazione attuale non era poi così diversa, le mani intrecciate dietro la testa trattenute dalla mano di Fabio le impedivano una eventuale difesa, ed anzi era proprio quella mano a dettare il ritmo del pompino.
Sentiva la cappella arrivarle fino in gola e superarla fino che la sua bocca toccava la radice di quel cazzone solleticandole il naso coi peli.
“Bene…..siii…….anche la nostra Dana è una pompinara nata……mmmmh…….dai…dai……..usa la lingua…falla roteare!!”
Dana era in difficoltà ma ci mise impegno mentre si eccitava sempre di più, quella violenza cominciava a piacere al suo corpo più di quanto la sua mente potesse accettarlo.
I capezzoli le facevano quasi male e dalla figa continuava a stillare liquido di piacere ma non poteva fare nulla per appagare questa eccitazione.
Fortunatamente le venne in aiuto Greta che, da dietro, cominciò ad accarezzarle i seni per poi scendere verso la sua fessura infuocata.
Fabio intanto continuava a scoparle la bocca con forza, ogni tanto estraeva il cazzo e dalla sua bocca usciva un rivolo di saliva che le andava ad insozzare le tette, poi lo rimetteva dentro affondandolo sempre di più.
Finalmente le dita di Greta si erano impadronite della figa di Dana masturbandola, era così bagnata che tre dita entrarono senza fatica nella sua vagina mentre col pollice ne vellicava il clitoride, ormai era sul punto di godere.
“Basta Greta….per ora basta così” ordinò Fabio.
La donna si staccò immediatamente da Dana lasciandola con l’orgasmo a metà ed in uno stato pietoso, voleva godere, impazziva al pensiero che doveva godere e non poteva.
“Siii…..siii…..sborro…..godo……..siiiiii”
In breve Fabio raggiunse l’apice e scaricò nella sua gola una quantità impressionante di sborra bollente costringendola ad ingoiare per non rimanere soffocata.
Greta si affrettò a prendergli il cazzo in bocca per ripulirlo.
“Ok per adesso basta così….potete andare…….Greta preparale per il pranzo…..sai che ho ospiti!!”
“Sarà fatto come desidera” rispose poi prese per mano Dana e, nude come erano, la fece entrare in una stanza attigua all’ufficio di Fabio.
La stanza illuminata da numerosi abat iours era una grande camera con al centro un grande letto matrimoniale, divanetti e poltrone di velluto rosso erano posti tutt’attorno, un tavolo già pronto per il pranzo e quattro sedie erano in un angolo, sul fondo si aprivano altre due porte.
Greta si diresse verso una di queste ed entrò seguita da Dana, si trovarono in un vasto bagno con doccia e vasca idromassaggio, Greta si tolse i residui indumenti ed invitò Dana a seguirla nella vasca dove le attendeva invitante l’acqua calda con un mare di schiuma.
Dana cercò di rilassarsi mentre l’idromassaggio le solleticava le membra ma l’eccitazione dei minuti precedenti non si era affatto affievolita.
Greta cominciò ad insaponarla e massaggiarla aumentando il suo grado di eccitamento ma si fermava sempre sul punto di farla venire.
“Greta……..ti prego….fammi godere…….fammi venire…non ce la faccio più”
“Non posso cara….è un ordine…….devo mantenerti sempre eccitata senza farti godere….vedrai sarà più bello…….dopo”
“Ma cosa succederà…dopo”
“Adesso….dopo il bagno……un bel massaggio……poi ti vestirai e servirai il pranzo a Fabio ed ai suoi ospiti………..vedrai sarà interessante……..ma dovrai sempre obbedire a qualsiasi ordine ti verrà impartito da Fabio o da chiunque dei suoi ospiti”
Dana la guardò interrogativa.
“Fidati….sarà molto piacevole…..e ti cambierà la vita…..in meglio……ne sono sicura”
“Come fai ad esserne così sicura?”
“Sei una donna splendida……sexy…..desiderabile…….e come hai potuto constatare tu stessa molto incline al sesso……..soprattutto al sesso un po’ ……..diciamo autoritario….ti piace essere dominata, essere costretta a fare cose che la tua mente rifiuta ma che il tuo corpo vuole fare”
Dana abbassò il capo pensierosa, effettivamente la sua ragione aveva rifiutato il ricatto ma era stata sopraffatta dal desiderio che le veniva da dentro, dal più profondo della sua figa.
“Lasciati andare alle tue pulsioni….ne troverai un gran giovamento ed un gran godimento……..e, da non trascurare, un ritorno economico e professionale non indifferente”
“In che senso?”
“Se ti comporti bene da domani avrai finito di fare lavori inutili e comincerai ad imparare il vero lavoro per cui hai studiato che è comunque alla base di qualsiasi cosa e poi…….basta ho parlato fin troppo….prepariamoci ora….avrai tempo per capire”
Dana era perplessa “Dovrò fare la puttana?”
“Dana……tu diventerai una dirigente altamente qualificata ed esperta nel tuo lavoro, come me e le ragazze che hai visto lavorare qui dentro il resto……..è solo piacere…non lavoro!!”
Si asciugarono con degli accappatoi morbidissimi e poi entrarono nella stanza attigua adibita a grande cabina armadio.
C’erano vestiti splendidi in quantità, scarpe di ogni modello e misura, biancheria intima e lingerie tra le più belle e costose.
“D’ora in avanti non indosserai mai più la divisa della scuola ma quella del nostro Hotel, inoltre mai più collant!!!” le disse Greta mostrandole la sua nuova divisa incellofanata col cartellino del suo nome.
“Per pranzo però indosserai questo” e le mostrò una divisa da sexy cameriera, una gonnellina plissettata cortissima ed un bustino coi lacci sul davanti che le comprimeva il seno alzandolo e mettendolo ulteriormente in mostra, un paio di autoreggenti con la balza in pizzo molto alta ed un paio di scarpe col tacco vertiginosamente alto, un grembiulino immacolato e la classica crestina completavano l’abbigliamento.
“E le mutandine?” chiese ingenuamente
“Non credo che ti serviranno” sorrise Greta “Fammi vedere come cammini”
Dana fece qualche passo un po’incerto su quei tacchi a cui non era molto abituata ma subito si riprese e cominciò a camminare speditamente ancheggiando.
“Molto bene vedo che impari presto…dovrai abituarti ai tacchi alti”
“E’ ora….vai di la ed attendi Fabio e gli ospiti…ricordati di rivolgerti a loro con il “lei” e soprattutto di obbedire in tutto….Marcella ti porterà il carrello col pranzo……mi raccomando non deludermi” le disse infine baciandola sulla bocca e facendole sentire la lingua guizzante tra le labbra.
Dana ebbe un brivido e cominciò a bagnarsi nuovamente, era una cosa nuova eccitarsi per un bacio di una donna!!
Andò nella grande camera, controllò se la tavola fosse a posto poi si mise ad attendere.
Non passarono che pochi minuti ed Il sig. Fabio e i suoi ospiti entrarono.
Dana appena li vide quasi svenne dalla sorpresa……il professor Roberto Marano ed il preside Vincenzo Stefani erano gli ospiti del sig. Fabio!!
“Venite signori….accomodatevi……la nostra bella Dana ci servirà il pranzo”
“Non vedo l’ora….ho una fame” disse il prof.
I tre si sedettero e Dana cominciò a servirli, Greta le aveva suggerito di non avere fretta, ma di indugiare accanto ai commensali qualche secondo tenendo le gambe leggermente divaricate, in modo che questi potessero anche prendersi delle libertà con lei se l’avessero voluto.
Infatti il preside cominciò subito con l’allungare la mano verso il suo sedere appena coperto dalla corta gonnellina.
L’istinto fu comunque quello di scostasi ed allungare all’uomo un sonoro ceffone ma il brivido di piacere che le percorse la schiena arrivando dritto ala figa la fece desistere.
Fu poi il turno del professor Marano che le mise le dita nella fighetta che poi si portò alle labbra.
“Mmmh…..queste pietanze hanno un sapore squisito!!” esclamò
“Signori non credete che faccia un po’ caldo?” chiese Fabio, effettivamente la temperatura della stanza era forse eccessiva.
“Vi prego di mettervi in libertà……e ti Dana togliti pure il corpetto” non era un suggerimento ma un chiaro ordine.
“Come desidera sig. Fabio” rispose prontamente la ragazza slacciando il corpetto e liberando il seno.
Un fischio di ammirazione usci dalle labbra dei due ospiti.
“Dana hai un seno superbo!!” esclamò il preside mentre si toglieva la giacca e porgendogliela le accarezzò i capezzoli che subito si indurirono.
Dana riprese a servire in topless ed i suoi seni furono la calamita per le mani di tutti i commensali che a mano a mano si eccitavano sempre di più.
In breve i tre uomini furono nudi coi cazzi che svettavano congestionati.
Anche Dana si era tolta la gonna ed era rimasta con le sole scarpe e le autoreggenti.
“Il dolce vorrei prenderlo direttamente alla fonte” disse il prof Marano prendendo Dana per la vita ed accompagnandola verso il divano dove la fece accomodare, poi si inginocchiò tra le sue lunghe gambe e cominciò a leccarle la figa.
“Siiiiii………siiiii…..mmmmh…….siiiii……..ooooh……mmmmh……aaaah….godo….godooooooo!!!”
In un attimo Dana aveva raggiunto quell’orgasmo che ormai attendeva da ore e che la squassava tutta, dalla sua figa uscì un fiotto di densi umori che il professore si affrettò a leccare avidamente.
“Che femmina stupenda!” disse il preside avvicinandosi e mettendo il cazzo tra le labbra della ragazza rimaste aperte negli ansimi dell’orgasmo.
Dana, che ormai era completamente partita, cominciò a succhiare avidamente quel bastone di carne constatandone la buona dimensione anche se non paragonabile a quella di Fabio.
“Mmmmmh che bocca……che pompino……brava…brava……….così….tutto…tutto fino alle palle……mmmmh….che gola profonda…..cazzo mi fai sborrare!!”
Fabio appena scostato si godeva lo spettacolo della sua “allieva” che stava superando brillantemente l’esame di maturità segandosi lentamente il grosso cazzo.
Dana si tolse dalla bocca il cazzo del preside
“Scopatemi….scopatemi….voglio un cazzo nella figa!!” poi riprese a succhiare.
Il prof non si fece certo pregare e, appoggiato il glande all’entrata della vagina, entrò con un solo affondo sprofondando fino ai coglioni tanto la figa di Dana era naturalmente lubrificata.
“Aaaaaaaah….siiiiii……slurp…..slec……..siiii” Dana andava incontro ai colpi del professore mentre ingoiava completamente il cazzo del preside
Dana ormai godeva di orgasmi ininterrotti e ben presto anche i due uomini raggiunsero l’acme e le riempirono la bocca e l’utero di un fiume di sborra bollente.
A quel punto Fabio si avvicinò, inginocchiandosi tra le gambe della donna, le alzò le gambe portandosele sulle spalle, introdusse il cazzo nella figa per lubrificarlo poi lo puntò decisamente sul buco del culo di Dana.
“Fai piano….sono ancora vergine” lo invitò la ragazza, ormai non si sarebbe tirata indietro davanti a nulla, il suo corpo era un concentrato di voglia.
Lentamente ma inesorabilmente il glande si fece strada nello stretto pertugio, ogni tanto Fabio rallentava tornando un po’ indietro per far abituare il culo alla grossa intrusione, poi quasi alla fine con un ultimo colpo le fu dentro fino alle palle.
A Dana mancò il fiato per qualche secondo tanto il dolore fu lancinante ma lentamente si affievolì fino a diventare un lieve fastidio poi più nulla.
Fabio cominciò a scoparle il culo mentre con le mani le titilava i capezzoli, lentamente….lentamente….dentro e fuori, poi sempre più veloce mentre il piacere prendeva il posto del dolore facendole urlare oscenità ed incitamenti a romperle il culo.
“Dai….dai……scopami…..scopami…..rompimi……..spaccami il culo……dai…..sono la tua troia….fammi godere……….puttana….siiii….godo……sono una troia……….aaaah che bello….siii….tutto dentro!!”
Gli altri due uomini, nuovamente eccitati cominciarono a segarsi davanti al suo viso.
“Siiii….sborratemi in faccia ………..dai maiali……….sborrate la vostra troia”
Il cazzo di Fabio ormai scivolava nel suo culo con estrema facilità, lo estrasse un paio di volte per poi rimetterlo dentro scopandola con più foga.
“Vengo…..puttanella….ti vengo nel culo……ti riempio….aaaaah….siiii…..godo…sborrooooo!!”
Fabio le riempì il culo di sborra mentre gli altri le riempivano la faccia del loro godimento.
“Vengo…..vengooooo….godo…..ancora….siiiiiii!!!” urlò infine Dana restando quasi incosciente sul divano.
I tre uomini, appagati, si lavarono e rivestirono lasciandola sola.
Quando Dana si svegliò era trascorsa più di un’ora, il tavolo era stato sparecchiato e tutto rimesso in ordine, si stiracchiò soddisfatta.
“Allora……come è andata?” era Greta appena entrata.
“Oh Greta non ho mai goduto così tanto in vita mia……..ma che paura al principio….il preside il prof. Marano….ero imbarazzatissima”
“Fabio è entusiasta….ma non illuderti che te lo dimostri molto presto…….e i tuoi insegnanti erano al settimo cielo”
“Adesso però fatti un bel bagno e vai a casa a riposarti ne hai bisogno………..domani inizia una nuova vita”
