Ciao a tutti, per prima cosa mi presento, mi chiamo Luca, ho 30 anni e sono fidanzato da diverso tempo con Emanuela. Non mi considero certo un bel ragazzo, diciamo più un tipo come tanti. Sono castano, occhi marrone scuro, classico mediterraneo insomma, alto uno e settantacinque e, per mia fortuna, abbastanza ben messo la sotto. Emanuela invece un po’ più bassa di me, castana, abbastanza magra, una terza di seno ed un sedere che ogni volta mi fa uscire pazzo. Come tutti ho avuto le mie storie ed ora sto in pianta stabile con Emanuela. Con lei le cose vanno bene e, per quanto riguarda il sesso, soddisfa ogni mia fantasia anche se devo ammettere che a volte si limita un po’. Ma veniamo a noi, sono qui per raccontarvi quanto mi è accaduto qualche settimana fa. Avevo promesso ad Emanuela che l’avrei accompagnata a fare shopping visto le imminenti festività e, come ogni donna, aveva la convinzione di non aver nulla da indossare per l’occasione. Usciamo ed andiamo in uno dei tanti centri commerciali della città. Emi inizia a girare un po’ tutti i negozi di abbigliamento che incontra. In uno di questi finalmente trova qualcosa che le piace e decide di andarselo a provare. Andiamo assieme nella zona camerini ed entra per provare il primo vestito. Io invece la aspetto fuori appoggiato ad una parete del negozio sperando che lo strazio finisca presto. Un istante dopo entra nel camerino a fianco a quello di Emi una ragazza che cattura immediatamente la mia attenzione, più omeno 24 o 25 anni, bionda, un fisico modellato che fa scattare subito il mio libido. Non so se consapevolmente o meno, lascia la tenda del camerino leggermente aperta , abbastanza per poterla spiare dallo specchio. A quella vista il mio uccello inizia a svegliarsi, la situazione è terribilmente eccitante. Inizia a spogliarsi fino a rimanere in intimo, reggiseno di pizzo ed un perizoma entrambi rigorosamente neri. Ora il mio uccello è ben ritto dentro le mie mutande, quasi a farmi male. Inizia col indossare un vestito molto attillato, prima di sistemarselo però porta le mani dietro la schiena e si slaccia il reggiseno. Lentamente lo fa scivolare sulle sue braccia e lo appende al camerino. Il suo seno è ora nudo a pochi mentre da me, non è grandissimo, una seconda credo, ma così sodo, i suoi capezzoli piccoli e turgidi. Il mio uccello ora scalpita tra le mutande, vorrebbe uscire ed incontrare la giovane sconosciuta. Finisce di vestirsi ed inizia a guardarsi allo specchio per controllare come le sta. Nel farlo il suo sguardo incrocia il mio, rimango impietrito, mi si gela il sangue nelle vene, non riesco nemmeno a respirare. Dopo pochi istanti, per me interminabili, dal suo volto esce un sorriso malizioso, continua a muoversi come se tutto fosse normale, come se nessuno in quel momento la stesse spiando. Vado verso di lei ma, come se un secchio di acqua gelida mi venisse gettato addosso, la voce di Emanuela mi riporta alla realtà. Dopo qualche secondo per riprendermi…. Mi avvicino, la spingo nel camerino con me e richiudo la tenda. Prendo la mano di Emanuela e la porto sopra il mio uccello ancora durissimo per lo spettacolo che ho appena assistito. Mi sbottono la patta dei jeans e finalmente lo faccio uscire, non resisteva più rinchiuso la dentro. La giro di schiena con il viso verso lo specchio, le alzo il vestito e in un istante le abbasso le mutandine e, trascurando quanto mi stava dicendo, entro dentro di lei in un solo colpo ed inizio a muovermi con ritmo sempre più veloce. Mentre scopavo Emi immaginavo la ragazza del camerino a fianco che origliava e si toccava nel sentirci godere. Quell’immagine mi faceva impazzire facendo aumentare così il ritmo dei colpi nella figa di Emi. Dopo poco vengo dentro la figa della mia fidanzata anche lei in preda all’orgasmo. Mi rivesto ed esco sperando di rivedere la mia amica della porta accanto ma il camerino è vuoto. Deluso aspetto Emi che esca, torniamo nel negozio e… sorpresa la mia bella sconosciuta è ancora li che guarda qualche capo. Lascio Emi con la scusa di dare ancora un’occhiata in giro e mi avvicino lentamente verso di lei. Sono ormai ad un metro, mi giro per guardarla ed anche lei mi fissa, sempre con il suo solito sorriso malizioso. Si avvicina e mi sussurra: Lascia cadere un pezzo di carta ed esce dal negozio. Prontamente lo raccolgo e lo metto in tasca. Vado da Emi, paghiamo i vestiti ed usciamo anche noi dal negozio. A casa poi finalmente riesco a vedere cosa mi ha scritto e trovo il suo numero… Ma questa è un’altra storia che spero di potervi raccontare presto. Mi auguro che vi sia piaciuto quanto a me nel raccontarvelo. Sono ben accetti suggerimenti o, spero di no, critiche. Potete scrivetemi all’indirizzo luca980x@live.it
